Kurungaï K15
Perché questo didg fa parte della Selezione Gauthier Aubé? Oltre a essere un amico di lunga data, Gauthier è ai miei occhi uno dei musicisti più stimolanti dell'attuale scena del didgeridoo. È stato quindi del tutto naturale proporgli di collaborare a una selezione di strumenti.
L'idea è semplice: Gauthier sceglie e consiglia i didgeridoo di didgeridoo-passion che apprezza particolarmente. Ogni didgeridoo selezionato risponde alle sue esigenze: equilibrio, comfort di gioco, ricchezza sonora, precisione… Gauthier è noto per il suo sguardo tecnico ma anche per il suo approccio didattico, il che ne fa un'ottima guida per tutti gli appassionati in cerca di un buono strumento! Per ogni modello di questa selezione troverai un video di Gauthier che lo suona e il suo commento, così potrai sentirne il potenziale e capire meglio cosa ha da offrire.
Commenti di Gauthier Aubé: Questo didgeridoo è sorprendente! Ha un carattere ben deciso, impossibile da ignorare. È uno strumento che si ama o si odia. Persino il suo bordone è particolare, è difficile da spiegare: suona davvero a modo suo. Regge bene le tecniche di gioco con le guance, ma secondo me eccelle soprattutto nel gioco di lingua veloce, a guance sgonfie. Piccola nota negativa sugli hoot, un po' sotto in termini di qualità, ma se usi poco questa tecnica l'impatto resta limitato.
I miei commenti: Dopo un 2024 altalenante, ho deciso per il 2025 di rimettermi attivamente alla costruzione. Ho avuto la fortuna di poter acquistare un lotto di tronchi di eucalipto grezzi e di belle dimensioni. Ci tengo subito a precisare che faccio gran parte del lavoro a mano. Perché nella mia filosofia costruttiva, l'unico modo per far "nascere" un didgeridoo è seguire a mano (con il coltello a due manici e soprattutto la rasiera) i diversi strati di crescita dell'eucalipto. Così si capisce quando bisogna fermarsi e quando bisogna ancora togliere trucioli. Un lavoro manuale che richiede molto tempo, sia nella fase di lavorazione con la sgorbia all'interno come all'esterno, sia nella fase di finitura... Parto quindi da un tronco di 10-15kg per ottenere un didgeridoo di 3-4kg... Per quanto riguarda i bocchini, per ogni strumento realizzo un bocchino riportato in legno come frassino, pero, noce, bosso o altri, per garantire un comfort ottimale ma soprattutto la stabilità dello strumento. Per il trattamento interno uso la resina ecopoxy (resina epossidica di qualità superiore di origine biologica) per assicurare la stabilità dello strumento nel tempo. Per la finitura esterna uso un olio duro in più strati, per ottenere un aspetto più naturale e satinato, lontano dalla finitura epossidica, decisamente troppo lucida per i miei gusti.
Caratteristiche del didg: Questo didg ha tutta una storia, perché il tronco mi è stato regalato da Bruce Wix Stix. È quindi in modo molto simbolico che ci ho messo un po' più di attenzione nella costruzione, per mostrargli cosa so fare con uno dei suoi tronchi!! Il box wood ha una tinta magnifica, ma quanto è stato duro da lavorare! È proprio questa caratteristica a renderlo un legno denso e risonante. Mi piace molto la forma finale, con la differenza di tinta. Uno strumento ideale per farsi le ossa con il didg, perché è di una semplicità sconcertante senza per questo essere troppo limitato dal punto di vista tecnico!
- Strumento garantito 1 anno
- Le spese di spedizione sono gratuite! (solo per la Francia)
- Custodia da trasporto in omaggio!
Classification
This scale is the result of an air column/bell start ratio If we divide the diameter of the bell with that of the beginning of the air column we get a number between 1.5 and 3.5. We can classify all the didgeridoos in 4 large families. Each family groups the instruments with a similar character, simply based on the overall shape of the air column (conical/cylindrical) and on the diameter of the column (wide/narrow). The result is a simple and very reliable reading grid, making it easier to search and purchase on line.
The diameters are measured with a caliper, start of the air column after the mouthpîece. This ratio is very reliable for a didg having a air column with a 'smooth' internal work, in the case of a hollowed eucalyptus instrument it give an approach of the instrumental character.
Kurungaï
Costruttore francese dei didgeridoo "Kurungaï"
Chi sono?
Mi chiamo Grégory Zwingelstein e sì, sono il 'titolare' di Didgeridoo Passion. Dal 2010 unisco la mia passione per il didgeridoo e per la lavorazione del legno per garantire l'assistenza post-vendita di ogni strumento e per (per esempio) realizzare bocchini su misura. Già a quell'epoca costruivo qualche strumento. Ho imparato dagli Aborigeni in Australia il modo tradizionale di costruire gli yidaki e in passato ho organizzato numerosi stage di costruzione con Bruce Rogers.
Tutte queste esperienze, insieme alle centinaia di didgeridoo di provenienze diverse, mi hanno permesso di capire come usare al meglio le risorse della natura australiana e trarre il massimo da un tronco di eucalipto scavato dalle termiti. I tronchi che uso vengono raccolti per lo più in autunno, quando la linfa non è attiva negli alberi. Sono tagliati con l'autorizzazione del governo dello stato. Prima di essere lavorati, essiccano per almeno 6 mesi.
Come costruisco i miei didg?

Ci tengo subito a precisare che faccio gran parte del lavoro a mano! Perché nella mia filosofia di costruzione, l'unico modo di far "nascere" un didgeridoo è seguire a mano (con la plana e soprattutto con il rasiere) i diversi strati della crescita dell'eucalipto. Per sapere così quando bisogna fermarsi o quando bisogna ancora togliere trucioli. Un lavoro manuale che richiede molto tempo, sia nella fase di lavorazione interna ed esterna sia nella fase di finitura... Parto quindi da un tronco di 10-15kg per ottenere un didgeridoo tra i 3 e i 4kg...
Per quanto riguarda i bocchini, per ogni strumento realizzo un bocchino riportato in legno, come frassino, olmo, pero, noce, bosso o altri, per garantire un comfort ottimale ma soprattutto la stabilità dello strumento. Per il trattamento interno uso la resina ecopoxy (resina epossidica di qualità superiore di origine biologica) per garantire la stabilità dello strumento nel tempo. E per la finitura esterna uso un olio duro in più mani, per ottenere un effetto più naturale e satinato, lontano dalla finitura epossidica, decisamente troppo lucida per i miei gusti.
Cosa significa il mio logo?
Non ho scelto questo logo per caso: ha diversi significati, ma il principale è l'unione.