Caratteristiche di un didgeridoo

Ma alla fine, come funziona un didgeridoo? Quali sono le diverse caratteristiche di un didgeridoo?

Ciò che bisogna capire bene nella progettazione di un didgeridoo è che tutto è questione di compromesso tra diversi criteri; ci sono quindi cose tecnicamente impossibili, là dove la fisica dello strumento mostra i suoi limiti. Una delle responsabilità del suonatore è quindi conoscere bene l'argomento per non cercare né chiedere l'impossibile, ma trovare il giusto equilibrio tra questi criteri, ed è proprio questo uno degli obiettivi del didgmaker: trovare l'equilibrio che il suonatore cerca. Sta qui la grande differenza tra costruirsi lo strumento da sé e rivolgersi a un professionista competente, ed è anche la grande differenza tra «un semplice pezzo di legno scavato» e uno strumento pensato e progettato per la musica. Esistono moltissimi aggettivi per descrivere la suonabilità di un didg o le sue qualità sonore. Questi termini sono soggettivi e possono avere nomi diversi. 


1) La nota o tessitura:
La nota o tessitura dipende necessariamente da un rapporto tra la lunghezza dello strumento e il diametro interno della colonna d'aria. Si possono quindi definire due grandi categorie di forme nella costruzione di uno strumento: la forma conica e la forma cilindrica; si tratta poi di scegliere quale forma sia più adatta al tuo stile. Spesso un didgeridoo è una sottile combinazione di questi due tipi di forma.

Tabella di conversione note francesi/inglesi: Scala delle note:
 
Molto lento: A, Bb, B 
Lento: C, C#,  
Medio lento: C#, D 
Medio: Eb, E 
Medio veloce: F, F# 
Veloce: F#, G 
Molto veloce: G#,A
  • La maggior parte delle persone che suonano lentamente e amano un'atmosfera meditativa suona su note basse, da A (La) a D (Re).
  • I suonatori che amano la versatilità e il ritmo tendono presto a preferire le note centrali, da D (Re) a F (Fa).
  • I suonatori che amano uno stile veloce e con volume si orientano spesso verso le note da F (Fa) a G (Sol).

Scegliere la frequenza del proprio didgeridoo? Tieni presente che tutti i didgeridoo sono misurati con l'accordatore cromatico a 440Hz. In rari casi il didgeridoo può essere accordato a 432Hz: in quel caso lo preciso nella descrizione. 432Hz o 440Hz? La differenza sonora complessiva è notevole: la versione a 432Hz suona più calda, più chiara e sembra subito più piacevole all'ascolto, mentre la versione a 440Hz è più compatta, con un'energia più dinamica. Quasi tutta la musica occidentale è oggi accordata con il La a 440 Hz. Ciò significa che tutti gli strumenti musicali, i diapason e i programmi di produzione musicale sono accordati su questa frequenza.

 

2) Il carattere di un didgeridoo:
 
Questa scala è il risultato di un rapporto tra inizio della colonna d'aria e campana: se si divide il diametro della campana per quello dell'inizio della colonna d'aria, si ottiene un numero compreso tra 1,5 e 3,5. Così si possono classificare tutti i didgeridoo, indipendentemente dalla loro nota, in 4 grandi famiglie. Ogni famiglia riunisce strumenti dal carattere simile, basandosi semplicemente sulla forma generale della colonna d'aria (conica/cilindrica) e sul suo diametro (largo/stretto). Si ottiene così una griglia di lettura semplice e molto affidabile, che facilita le ricerche e gli acquisti a distanza:
 
  • Meno di 2: contropressione molto bassa - didgeridoo dal suono risonante e morbido, ideale per gli armonici, il suonare meditativo e i wobble. 
  • Tra 2 e 2,50: contropressione bassa - didgeridoo con una certa rotondità, spesso un buon compromesso tra ritmico e meditativo.
  • Tra 2,5 e 3: contropressione elevata - didgeridoo dal suono dinamico, consigliato per i ritmi veloci, gli attacchi di lingua e i toot/sottovibrazioni. 
  • Più di 3: contropressione molto elevata - didgeridoo dal suono molto pulsante, quasi esclusivamente per uno stile incentrato sugli attacchi di lingua, i toot/sottovibrazioni e le voci roche.
 

I diametri sono misurati con il calibro, all'inizio della colonna d'aria subito dopo il bocchino. Attenzione: questo rapporto è molto affidabile per un didgeridoo con una colonna d'aria dalla lavorazione interna quasi "liscia". Nel caso di strumenti con zone di compressione o camere di risonanza, come quelli di Dubravko, questo rapporto è difficile da calcolare con il 100% di certezza. Anche per i didgeridoo in eucalipto con gallerie di termiti, capita che il diametro iniziale della colonna d'aria non sia circolare e misuri per esempio 4,4x3,8cm. In questo caso prendo come valore del diametro iniziale della colonna la media di questi due numeri, ovvero: (4,4+3,8)/2=4,1cm. Lo stesso vale per il valore della campana. Questo permette di dare un'idea abbastanza fedele del carattere dello strumento, che però non può essere misurato con esattezza al 100%.

3) I termini usati nel mondo del didgeridoo: (elenco non esaustivo)

Armonici: Un armonico è una componente a tutti gli effetti di un suono musicale. Ogni strumento emette, insieme alla nota di base, altre note più alte: gli armonici. Sono loro a dare ricchezza al suono. Si tratta di frequenze multiple della frequenza fondamentale. Nel caso del didgeridoo, si possono selezionare alcuni armonici cambiando la forma interna della bocca, per esempio facendo U - I.

Backpressure: ovvero la resistenza della colonna d'aria, letteralmente «pressione di ritorno». La contropressione di un didgeridoo è la forza di resistenza (provocata dalla colonna d'aria in vibrazione) che si percepisce soffiandoci dentro. La contropressione è un elemento importante nella scelta di un didgeridoo e  dipende molto dalla forma della colonna d'aria del didgeridoo. Un didgeridoo di forma cilindrica avrà meno contropressione e sarà più adatto a uno stile meditativo, mentre al contrario un didgeridoo conico con molta contropressione sarà più adatto al ritmo. La forma è quindi un fattore, ma anche la nota conta molto. È evidente che non si può chiedere a un didgeridoo in SI di avere la stessa contropressione di uno in FA.
 
Hoots: ovvero i toot (sovravibrazioni), letteralmente «colpo di clacson». Un toot è un suono che si ottiene stringendo le labbra con molta pressione. È quel suono molto secco, simile a quello della tromba. Più il suonatore stringe le labbra, più il suono ottenuto è acuto. Il primo toot si trova circa due toni sopra la vibrazione di base, ma la sua altezza esatta dipende dal didgeridoo. È possibile accordare, non senza compromessi, il primo toot con la nota di base. Il secondo si trova circa all'ottava, gli altri ancora più in alto. Il toot «a seme» si ottiene facendo il gesto di sputare un seme di frutta: la lingua libera bruscamente l'aria. È una forma abbastanza facile da padroneggiare e da inserire nel proprio modo di suonare.
 
Sottovibrazione: Una sottovibrazione è un suono che dà la sensazione di rallentare la vibrazione. È provocata da una leggera apertura della mascella: le labbra vibrano allora un po' meno velocemente e la nota scende. La sottovibrazione sarà in genere abbastanza semplice da produrre quando lo sarà anche il toot.
 
Vocalizzi : Si può cantare o gridare mentre si soffia:
  1. Le grida acute: Spesso un didgeridoo con una colonna d'aria larga avrà grida acute ben distinte dal bordone e facili da far uscire. Lo stesso vale per la nota: più è grave, più è probabile che le grida passino facilmente.
  2. I growl o la voce grave e roca: Gli Aborigeni usano molto i growl, in ogni caso la voce grave, e gli yidaki sono perfettamente studiati per questo.

4) Porsi le domande giuste:

Tutte queste caratteristiche sono proprie del didgeridoo. Ora è importante considerare il tuo stile personale e porti le domande giuste: 

- Che stile suoni?

- Il tuo modo di suonare è sottile, concentrato sulla bocca e sui suoni formati dagli armonici?

- Suoni ritmi veloci o preferisci un'atmosfera più meditativa?

- Il didge sarà usato in acustico, amplificato o per il busking?

- Il didge sarà usato insieme ad altri strumenti? In quale genere musicale?

- Se suoni molto ritmo, le variazioni vengono principalmente dalla respirazione? Dalla forma della bocca? Dal diaframma/rimbalzo? Dalla lingua? Dalla gola? Da altro?

- Che tipo di grida ti piacerebbe fare? Secche? Canti? Versi di animali?

- Ti piace fare una bella sessione fisica con il tuo didg o preferisci un didge che richieda pochissima energia per suonare?


5) L'autenticità culturale:

Oggi c'è un grosso problema di menzogne intorno al didgeridoo. Molti didge vengono venduti in tutto il mondo come autentici didgeridoo australiani fatti da Aborigeni quando non lo sono affatto. Ci sono molti «falsi» didgeridoo. Alcuni sono persino fabbricati in Asia, forati al trapano, con manodopera a basso costo. La maggior parte dei didgeridoo in bambù, teak o legno di jackfruit sono pallide copie, dipinte senza alcuna etica. Non hanno anima, né suono... La domanda è quindi: come sapere se un didgeridoo è autentico? Tieni presente che il didgeridoo autentico, fatto tradizionalmente dagli Aborigeni, è originario del nord dell'Australia. Per una ragione semplice: è solo al Nord che si trovano i termitai. Prima di qualsiasi acquisto chiedi al venditore informazioni precise sulla storia del didgeridoo, su come e perché viene usato, sul nome dell'Aborigeno o della tribù che ha realizzato lo strumento o ancora sul suo significato culturale. Capirai presto se il venditore se ne intende o no. Se ti dicono che lo strumento è fabbricato in India, purtroppo si tratta di una contraffazione. Questo non vuol dire che il didgeridoo in questione sia necessariamente cattivo, solo che non è un autentico didgeridoo australiano. Un buon venditore non avrà alcuna difficoltà a darti tutte queste informazioni, perché il circuito di vendita "legale" oggi è ben consolidato.

Voglio aiutare, e aiuto, i proprietari tradizionali a essere riconosciuti e rispettati. Ti consiglio quindi gli Yidaki e i Mago. In questo spirito spero che tutti coloro che si interessano al didgeridoo finiranno un giorno per acquistare oggetti autentici da questi artigiani. Spero che impareranno a riconoscere ed evitare le contraffazioni e la "paccottiglia" turistica a buon mercato che si trova ovunque nel mondo. Per il resto, penso che ci sia posto per tutti gli stili e tipi di didgeridoo, purché non vengano presentati come qualcosa che non sono!

Ti invito a visitare Yidakiwuy Dhawu, la "bibbia" dello yidaki e della cultura yolngu.